La nota ed infantile barzelletta narra di uomini, di diversa nazionalità, spaventati dal fantasma formaggino. Essi al solo sentirlo nominare scappano, confusi, in preda al terrore. Ad un certo punto però, uno di loro un po’ più sveglio degli altri, ragionandoci un attimo e soffermandosi non sul “fantasma” ma sul “formaggino”, scompiglia le carte e mette in fuga il terribile fantasma, pronunciando la proverbiale frase: ”Ed io ti spalmo sul panino”.
Ebbene siamo al dunque, e devo dire che la totalità della comunità del blog tranne pochi, pochissimi, sembrano scappare confusi davanti al fantasma. Uso il condizionale perché non conosco i pensieri che in questo momento albergano nelle vostre meningi: tutto tace!
Io nel mio piccolo, però, voglio soffermarmi sul formaggino.
Da che esiste questo blog ormai i contatti sono quasi 20.000, e sappiamo per certo che tutta la dirigenza della Hilti legge queste righe. Da che il blog è diventato di dominio pubblico, alcuni area manager che in passato dettavano il brutto ed il cattivo tempo, simili a zitelle e mestruate (e mi scuso con le donne), oggi sono molto più docili e mansueti. Infine, negli ultimi giorni, si vocifera di uno tzunami che starebbe per abbattersi su questo blog e sui suoi iniziatori, con ricorso a denuncie e processi (ci occuperemo altrove di quante istanze “documentate” e “testimoniali” noi possiamo dimostrare a ragione delle nostre parole). E questi sono segni di debolezza dell’azienda, non certo del contrario.
Di più, gli articoli citati su questo blog dimostrano che la Hilti in europa si appresta a licenziare un sacco di gente ma… “non preoccupatevi useremo lo strumento del turn over”. Sappiamo benissimo cosa significa questo in Hilti: mobbing e vera e propria espulsione, licenziamenti mascherati, dissimulati dei lavoratori senza nessun indennizzo e dopo mesi di sofferenza umana.
L’abbiamo già detto, siamo ad un bivio. Siamo pronti per far nascere un sindacato che ci tuteli come uomini e tuteli anche il nostro salario. Personalmente io penso che la “Hilti” sia solo un aspetto secondario, accidentale, nel senso che poteva nascere anche da altre parti ma sta per nascere “qui”, punto.
Ebbene, superate i vostri “fantasmi”, comprendete che questi uomini sono “formaggino”, dal momento che si potrà agire solidali e si potrà arrivare a “relazioni industriali corrette”, la qualità di vita e di lavoro, non potrà che migliorare.
Siete voi che ogni mattina (caldo, freddo, afa, gelo) prendete la macchina ed uscite in vendita, voi che vivete l’umiliazione dei numeri quando questi vi vengono sbattuti in faccia come una colpa, voi che con la vostra competenza in cantiere scovate l’articolo da proporre, voi che vi “scornate” tutti i giorni con i vostri clienti per portare a casa la pagnotta. In altre parole siete voi il volano di tutta la baracca. Non loro, loro sono “formaggino”, certo in questo mondo di imprese, necessari, ma non per questo noi dobbiamo permettere loro di condurre l’azienda come un loro dominio quasi “feudale”, dove una loro parola, un loro, pensiero determina il “destino” di un “lavoratore”.
Quindi signori e signore vi esorto: prendiamo, tutti insieme, questo benedetto panino e fondiamo il nostro sindacato!!!